Il sonno è un processo biologico complesso. Mentre dormiamo non ne siamo consapevoli, ma il nostro cervello e il nostro corpo sono in attività. Stanno svolgendo molteplici compiti importanti e necessari a mantenerci in salute e a funzionare al meglio.
Quando il sonno non è di buona qualità o non è sufficiente, le conseguenze possono essere maggiori della semplice sensazione di stanchezza.
I disturbi del sonno rappresentano condizioni di cambiamento del modo in cui dormiamo.
Possiamo avere problemi fisici e mentali con effetti negativi sul funzionamento quotidiano, sulla sicurezza e qualità della vita. La deprivazione di sonno interferisce con la capacità di svolgere le abituali azioni quotidiane come guidare, lavorare, concentrarsi e aumenta il rischio di sviluppare altri problemi di salute in generale.
La quantità di sonno che ogni individuo necessita dipende da molti fattori, compresi età, stile di vita, stato di salute e ore dormite nelle notti precedenti.
La maggior parte delle persone adulte sente di aver bisogno di circa 6 – 8 ore di sonno a notte.
Diverse cause possono generare disturbi del sonno.
Alcune volte le cause restano sconosciute.
Ci sono anche alcuni fattori come il consumo di alcool e caffeina, fumo, ritmi di vita irregolari (lavoro su turni, pisolini pomeridiani) o l’avanzare dell’età che comporta spesso facilità ai risvegli notturni e durata minore della fase profonda del sonno.
I disturbi del sonno sono vari e spesso vengono raggruppati in categorie che spiegano perché si manifestano e come interferiscono con la vita delle persone
I sintomi generali di un disturbo del sonno comprendono eccessiva sonnolenza diurna, respirazione irregolare o agitazione motoria durante la notte, un ciclo sonno – veglia irregolare e disturbato, difficoltà di addormentamento (più di 30 minuti per prendere sonno), risvegli frequenti ogni notte con difficoltà di riaddormentarsi.
La diagnosi può essere effettuata tramite la raccolta dati sulla storia medica della persona, la storia delle abitudini di vita, il diario del sonno, questionari specifici validati scientificamente ed eventualmente esami fisici (polisonnografia, ritmo respiratorio, pressione arteriosa, ecc.).
Le ricerche scientifiche pubblicate sui siti internazionali indicano come trattamento più efficace la terapia cognitivo comportamentale per l’insonnia (CBT–I).L’uso di farmaci eventualmente prescritti deve essere temporaneo (non superiore alle 4 settimane).
Secondo le lineeguida europee “Nonostante l’insonnia sia frequentemente associata ad altre patologie, può precedere la condizione concomitante, aggravarne i sintomi e può persistere nonostante un trattamento efficace della patologia associata. Pertanto, nella maggior parte dei casi è necessario impostare un trattamento per entrambi i disturbi”.
Medici e psicologi specializzati in psicoterapia applicano la CBT–I, un trattamento composto da vari strumenti della durata abituale di 8 sedute. Il focus principale della CBT – I sono i fattori predisponenti, precipitanti e perpetuanti che contribuiscono allo sviluppo e mantenimento dell’insonnia cronica che affligge circa il 6 – 10% della popolazione.
Le componenti principali della CBT-I sono:
Ogni seduta è strutturata per delineare una valutazione del disturbo, la descrizione del metodo scientifico, tecniche personalizzate in base alle caratteristiche specifiche dell’individuo, aderenza al trattamento, prevenzione delle ricadute. Le sedute, di persona o online, hanno di solito una cadenza settimanale con incontri singoli o di gruppo.
Articolo scritto dalla Psicoterapeuta Stefania Durando dell’Istituto Watson di Torino
Docente/supervisore dell’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e membro della European Association for Behavioural and Cognitives Therapies ho il piacere e l’onore di formare altri colleghi medici e psicologi all’utilizzo dei trattamenti considerati più efficaci a livello mondiale.
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